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ESCURSIONI A PIEDI / Monte San Vicino

VIA COL VERSO: la Liberazione - La vetta del San Vicino

Terzo appuntamento con il trekking poetico Via col Verso
Lunghezza
Lunghezza
8 km
Dislivello
Dislivello
350 m
Durata
Durata
4 ore
Difficoltà
Difficoltà
E
Posti
Gruppo
Max
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- posti disponibili
Guide: -
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Descrizione

Un giro ad anello fino alla vetta del San Vicino accompagnati dai racconti e le poesie di Elisa.

Qui dove è stata combattuta la Resistenza, saliremo in cima per ammirare il paesaggio e aprirci alla bellezza del nostro territorio e della sua storia che appartiene a tutti noi.

  • Capacità richieste
    allenamento alla camminata ed esperienza in ambiente naturale

Cani al guinzaglio: si

Via col Verso - La liberazione, in cima
La conquista della cima: il respiro si allarga e godiamo del paesaggio esterno ed interiore che abbiamo davanti. Come ci si sente ad essere radicati sui nostri valori ed aver portato un cambiamento di cui possiamo godere insieme ai nostri compagni e compagne?

“Una nuvola non decide di sciogliersi in pioggia. Accade e basta.” 
La resistenza è stata come una tempesta: è arrivata senza farsi sentire e poi è esplosa. 
La montagna come simbolo di salita verso la propria liberazione, come conquista della forma più alta di autenticità dell’anima. 
Esploriamo tre diverse località marchigiane rievocando alcuni eventi e nomi storici della Resistenza. Camminiamo con gli occhi immersi nello splendore dei luoghi e leggendo poesie.

Gli altri appuntamenti:
La presa di coscienza - Il Monte Amandola
Il valore dell'alleanza - Le Gole dell'Infernaccio

Difficoltà
E = Escursionistica

Itinerario su sentieri o tracce di sentiero ben visibili, normalmente con segnalazioni. Può avere tratti ripidi; i tratti esposti sono di norma protetti o attrezzati. Può prevedere facili passaggi in roccia, non esposti e che comunque non richiedono conoscenze alpinistiche specifiche. Richiedono un certo senso di orientamento, come pure una certa esperienza e conoscenza dell’ambiente alpino, allenamento alla camminata, oltre a calzature ed equipaggiamento adeguati.

Cosa portare

Estate

Scarpe da trekking o da ginnastica

Pantaloni lunghi o corti

Sopra vestiti a più strati

Cappello e crema solare

Mantella o k-way

Almeno 1,5 litro d'acqua

Snack, frutta

 

Autunno / inverno / primavera

Scarpe da trekking o da ginnastica

Pantaloni lunghi

Sopra vestiti a più strati

Cappello e guanti

Mantella o k-way

1 litro d'acqua

Snack, frutta

Luogo di ritrovo
-
Luogo

Il Monte San Vicino (dal latino vicilinus, vigile) è un monte dell'Appennino marchigiano, diviso tra le province di Ancona e Macerata. Appartiene alla dorsale più esterna della catena Appenninica Marchigiana, ed è l’elemento di maggior spicco, non soltanto perché è la cima più alta, ma anche perché è visibile da quasi ogni punto del territorio circostante al quale esso si mostra con una forma alquanto rupestre e svettante su tutti i rilievi circostanti (un proverbio dialettale recita Pitì bellu se vede da Castellu, Pitì bruttu se vede dappertuttu). Ciò ne fa un elemento ben distinguibile e riconoscibile (pur nei suoi diversi profili) e come tale ha sempre rappresentato per l’intero territorio il primo punto di riferimento.

Ciò lo è oggi come lo è stato ieri. E le testimonianze storiche, architettoniche, culturali e religiose presenti ne sono la prova concreta. Non da ultimo è da ricordare che il territorio del San Vicino ha avuto il privilegio di “ospitare” San Romualdo, monaco benedettino fondatore dell’ordine dei camaldolesi. In tale luogo il Santo lasciò la vita terrena (1027). Venne sepolto nel monastero di Val di Castro, venerato come un nuovo San Benedetto e il luogo diventò subito meta di pellegrinaggio. Per vari secoli le sue spoglie restarono sepolte nell’abbazia di Valdicastro sotto il San Vicino (Oggi custodite nel duomo di Fabriano).

Tutta l’area del Monte San Vicino (oggi Riserva Naturale) fu teatro di importanti battaglie nel corso della guerra di Liberazione, nella zona operavano diverse formazioni partigiane che parteciparono alla memorabile battaglia Roti-Valdiola-Chigiano del 25 marzo 1944 in cui i partigiani affrontarono i nazi-fascisti. Ogni anno si effettuano numerose escursioni per ricordare quei fatti e chi diede la vita tra quei boschi e su quei sentieri.

La diversità paesaggistica concentrata in un territorio tutto sommato non molto esteso rendono il Monte San Vicino un’area ideale per praticare attività all’aria aperta di vario genere. Dagli splendidi sentieri che portano alla Faggeta di Canfaito ai resti misteriosi della Rocca degli Ottoni, dalle Gole di Jana a Elcito ogni escursionista o cicloturista avrà di che divertirsi. Le aree boschive alternate ai terreni coltivati, ai pascoli ed ai piccoli borghi donano al paesaggio una caratterizzazione unica.

Cosa fare nella Riserva Naturale del Monte San Vicino
Marche Active Tourism organizza, nel corso di tutto l’anno, attività di turismo attivo e sostenibile per tutti i gusti. Vi porteremo all’interno della Riserva Naturale del Monte San Vicino con escursioni, trekking, birdwatching, ciaspolate cicloturismo, campi vacanza e molto altro. Le nostre guide ed istruttori specializzati sapranno venire incontro a tutte le vostre esigenze. Risorse Active Tourism organizza anche attività “su misura” per gruppi, scuole, associazioni.

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