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ESCURSIONI / Monte San Vicino

Sentieri monastici - Valdicastro e il Monte la Torre

Domenica 05 Febbraio 2023 ore 09:00
Partendo dall'antico avamposto romano di Podium Ficanum, oggi Poggio San Vicino, immersi tra i fitti boschi, risaliremo una carrareccia molto antica. Per tutta la durata del Medioevo, questa zona è...
Mappa
Lunghezza
Lunghezza
12 km
Dislivello
Dislivello
540 m
Durata
Durata
5 ore
Difficoltà
Difficoltà
E
Posti
Gruppo
Max 20
Mappa
Prezzo: 15,00 € Posti disponibili: 20
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Partecipanti
Note prezzo: l'escursione comprende Guida Ambientale Escursionistica abilitata con assicurazione RCT

Partendo dall'antico avamposto romano di Podium Ficanum, oggi Poggio San Vicino, immersi tra i fitti boschi, risaliremo una carrareccia molto antica. Per tutta la durata del Medioevo, questa zona è stata interessata dal fenomeno del Monachesimo e tra le Abbazie Marchigiane, una delle più importanti si trova proprio a Valdicastro, fondata da San Romualdo, alle pendici del Monte San Vicino. Il territorio, ancora molto selvaggio, è caratterizzato da stretti valloni e ampi pascoli in quota con paesaggi sorprendenti. Monte la Torre è il miglior punto panoramico per ammirare l'intero territorio, una vista incredibile si estende per la stretta e incantevole vallata sottostante, un balcone naturale dove sono ancora visibili le fondamenta di quella che era una vecchia torre d'avvistamento. Sulla via del ritorno, in un lastrone di Calcare, sarà possibile vedere quelli che qui chiamano “i ginochielli”, che rimandano a una leggenda popolare dedicata al Monaco camaldolese.

T = Turistica

Itinerario su stradine, mulattiere o sentieri ben tracciati che non pongono incertezze o problemi di orientamento. Si svolgono solitamente al di sotto dei 2000 metri. Richiedono comunque una certa conoscenza dell’ambiente montano e una preparazione fisica alla camminata.

E = Escursionistica

Itinerario su sentieri o tracce di sentiero ben visibili, normalmente con segnalazioni. Può avere tratti ripidi; i tratti esposti sono di norma protetti o attrezzati. Può prevedere facili passaggi in roccia, non esposti e che comunque non richiedono conoscenze alpinistiche specifiche. Richiedono un certo senso di orientamento, come pure una certa esperienza e conoscenza dell’ambiente alpino, allenamento alla camminata, oltre a calzature ed equipaggiamento adeguati.

EE = Escursionisti esperti

Itinerario generalmente segnalato, ma che richiede capacità di muoversi su terreni particolari, quali tratti su terreno impervio o infido, tratti rocciosi con lievi difficoltà tecniche (es. tratti attrezzati), tratti non segnalati, etc.

Il Monte San Vicino (dal latino vicilinus, vigile) è un monte dell'Appennino marchigiano, diviso tra le province di Ancona e Macerata. Appartiene alla dorsale più esterna della catena Appenninica Marchigiana, ed è l’elemento di maggior spicco, non soltanto perché è la cima più alta, ma anche perché è visibile da quasi ogni punto del territorio circostante al quale esso si mostra con una forma alquanto rupestre e svettante su tutti i rilievi circostanti (un proverbio dialettale recita Pitì bellu se vede da Castellu, Pitì bruttu se vede dappertuttu). Ciò ne fa un elemento ben distinguibile e riconoscibile (pur nei suoi diversi profili) e come tale ha sempre rappresentato per l’intero territorio il primo punto di riferimento.

Ciò lo è oggi come lo è stato ieri. E le testimonianze storiche, architettoniche, culturali e religiose presenti ne sono la prova concreta. Non da ultimo è da ricordare che il territorio del San Vicino ha avuto il privilegio di “ospitare” San Romualdo, monaco benedettino fondatore dell’ordine dei camaldolesi. In tale luogo il Santo lasciò la vita terrena (1027). Venne sepolto nel monastero di Val di Castro, venerato come un nuovo San Benedetto e il luogo diventò subito meta di pellegrinaggio. Per vari secoli le sue spoglie restarono sepolte nell’abbazia di Valdicastro sotto il San Vicino (Oggi custodite nel duomo di Fabriano).

Tutta l’area del Monte San Vicino (oggi Riserva Naturale) fu teatro di importanti battaglie nel corso della guerra di Liberazione, nella zona operavano diverse formazioni partigiane che parteciparono alla memorabile battaglia Roti-Valdiola-Chigiano del 25 marzo 1944 in cui i partigiani affrontarono i nazi-fascisti. Ogni anno si effettuano numerose escursioni per ricordare quei fatti e chi diede la vita tra quei boschi e su quei sentieri.

La diversità paesaggistica concentrata in un territorio tutto sommato non molto esteso rendono il Monte San Vicino un’area ideale per praticare attività all’aria aperta di vario genere. Dagli splendidi sentieri che portano alla Faggeta di Canfaito ai resti misteriosi della Rocca degli Ottoni, dalle Gole di Jana a Elcito ogni escursionista o cicloturista avrà di che divertirsi. Le aree boschive alternate ai terreni coltivati, ai pascoli ed ai piccoli borghi donano al paesaggio una caratterizzazione unica.

Cosa fare nella Riserva Naturale del Monte San Vicino
Marche Active Tourism organizza, nel corso di tutto l’anno, attività di turismo attivo e sostenibile per tutti i gusti. Vi porteremo all’interno della Riserva Naturale del Monte San Vicino con escursioni, trekking, birdwatching, ciaspolate cicloturismo, campi vacanza e molto altro. Le nostre guide ed istruttori specializzati sapranno venire incontro a tutte le vostre esigenze. Risorse Active Tourism organizza anche attività “su misura” per gruppi, scuole, associazioni.

Primavera/estate: (abbigliamento variabile sulla base delle condizioni meteo) consigliato abbigliamento comodo, scarponcini con suola scolpita, zaino con snack e acqua, frutta secca, k-way, cappello e un cambio completo da tenere in auto.

Autunno/inverno: (abbigliamento variabile sulla base delle condizioni meteo) consigliato abbigliamento comodo, scarponcini con suola scolpita, zaino con snack e thermos con bevanda calda (tè o cioccolata), frutta secca, k-way, cappello invernale, guanti, bastoncini da trekking (secondo abitudine) e un cambio completo da tenere in auto.